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Incontro sull’inquinamento della Gravina di Matera 28/01/2010
A distanza di oltre sei mesi dall’incontro in regione per fare il punto della situazione sullo stato di inquinamento dei torrenti Jesce e Gravina, il Presidente del Parco della Murgia Materana, Roberto Cifarelli, aveva invitato la stampa, le associazioni ambientaliste e la cittadinanza attiva per sabato 30 gennaio ore 10 in Piazza San Pietro Caveoso ad una conferenza stampa pubblica per riproporre il tema della sensibilizzazione delle autorità sull’inquinamento dei due torrenti che attraversano il Parco della Murgia Materana.

L’Assessore Santochirico ha perciò organizzato un incontro tra Regione, Parco, Provincia di Matera, Ato Acqua, Aql, Arpab che si è tenuto nella giornata di mercoledi 27 gennaio il cui esito è riportato nei comunicati stampa diramati dallo stesso Santochirico e dal Presidente del Parco Cifarelli, e che ha indotto perciò a disdire la conferenza stampa del giorno 30.

SANTOCHIRICO: Controlli a tappeto
La Regione Basilicata ha dato l’incarico all’Arpab di condurre, di concerto con Acquedotto Lucano e l’Aato (L’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale), una campagna di monitoraggio lungo tutto il percorso del torrente Gravina fino all’innesto con il fiume Bradano con prelievi da effettuare anche in prossimità degli impianti di depurazione. E’ una delle decisioni assunte oggi nel corso di una riunione, convocata e presieduta dall’assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, alla quale hanno partecipato rappresentanti dell’Arpab, di Acquedotto Lucano, dell’Aato, del Parco della Murgia materana, del Comune e della Provincia di Matera.
Inoltre, la Provincia di Matera, già nel prossimo mese di febbraio avvierà una serie di controlli nei circa 150 insediamenti produttivi che si affacciano lungo il percorso del torrente per verificare da dove arrivano gli agenti inquinanti. Agenti che, è stato specificato dall’Arpab, sono caratterizzati, secondo le ultime analisi del mese di dicembre 2009, da reflui di natura urbana e derivante da attività di natura zootecnica e non di origine industriale.
Infine, l’Aato proporrà alla Regione il finanziamento di 9 milioni e mezzo di euro per completare il sistema di depurazione della città di Matera.
La campagna di verifica e di monitoraggio, che sarà sostenuta finanziariamente dalla Regione Basilicata, dovrebbe concludersi entro maggio. Nel frattempo la Regione Basilicata chiederà alla Regione Puglia e alle province di Matera, Bari e Taranto di partecipare a un tavolo tecnico per risolvere il problema dell’inquinamento del torrente Gravina sul versante pugliese.
“Tutte queste iniziative – ha detto l’assessore Santochirico – saranno meglio dettagliate in un protocollo d’intesa che sarà sottoscritto nei prossimi giorni da tutti i partecipanti alla riunione. Nell’intesa verranno definiti i compiti di ciascun ente e un relativo cronoprogramma per risolvere una volta per tutte e il prima possibile l’annoso problema dell’inquinamento del torrente Gravina”.

CIFARELLI: Seppure a passi troppo lenti, qualcosa si muove
E’ questo il commento del Presidente del Parco della Murgia Materana –Roberto Cifarelli- a seguito dell’incontro tenutosi nella giornata di ieri presso la sede regionale di Matera per discutere su come risolvere il problema del grave inquinamento dei torrenti Jesce e Gravina e che induce l’Ente a disdire la conferenza stampa già convocata sull’argomento per il prossimo 30 gennaio.
“Rendere operative le indicazioni già emerse nell’analogo incontro di oltre sei mesi fa (il 18 giugno 2009) è motivo di riconoscimento all’impegno del Vice Presidente della Giunta Regionale –Vincenzo Santochirico- ma di parziale soddisfazione per il troppo tempo trascorso” ha dichiarato Cifarelli. “Effettuare un più intenso monitoraggio dello stato dei corpi idrici delle due aste fluviali a cura dell’Arpab; controllare tutti gli scarichi derivanti da attività produttive insistenti sul sottobacino idrografico dello Jesce e della Gravina in territorio della provincia di Matera; stabilire sul tema una relazione costante con i comuni di Gravina ed Altamura, la provincia di Bari e la regione Puglia per fare in modo che la Gravina e lo Jesce arrivino in territorio lucano in condizioni ottimali; individuare nel Piano di investimenti dell’Autorità d’Ambito le poste occorrenti (9,5 Meuro) per sistemare la parte impiantistica della depurazione dei reflui urbani di Matera e Montescaglioso; sottoscrivere una intesa tra i diversi enti interessati per superare le bizantine complicazioni di competenze sul tematismo, rappresentano certamente una evoluzione positiva rispetto alla confusione ed al disinteressamento che vigeva fino a qualche tempo fa.
Il pungolo costante che l’Ente Parco ha rappresentato in questi anni, insieme alle associazioni ambientaliste e della cittadinanza attiva, non è stato vano. Proseguiremo nella verifica costante del rispetto dei tempi che sono stati concordati ieri, confermando l’impegno dell’Ente Parco nel portare avanti la propria missione istituzionale, affinché il patrimonio di biodiversità presente, riconosciuto dall’Unesco, area protetta ai sensi della L. 394/91 e delle L.R. 11/90, 28/94 e 2/98, Sito di Interesse Comunitario, Zona di Protezione Speciale sia realmente conservato, tutelato e ripristinato nelle parti maggiormente degradate.
In questo direzione - ha concluso Cifarelli - va la recente attivazione del Life “Arupa” per la salvaguardia di rettili ed anfibi nella Gravina, insieme alla Provincia di Matera, all’Università degli studi della Basilicata con il contributo dell’assessorato all’ambiente della Regione.”

 
     
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