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La semina per l’anno 2004 28/04/2005
Per il 2004 il Parco riconferma le strategie individuate all’atto dell’insediamento del Consiglio Direttivo.
Le strategie individuate all’atto dell’insediamento del Consiglio Direttivo possono essere racchiuse in sei linee di azione:
- Sistema informativo ed infrastrutturale materiale ed immateriale
- Museo tematico della terra e dell’uomo (museo demoantropologico)
- Sistema della conservazione e valorizzazione del patrimonio agro - silvo - pastorale
- Sistema archeologico e storico
- Sistema formativo ed educativo
- Sistema di risanamento ambientale

Dopo l’adozione da parte dell’Ente del Piano per il Parco, adottato a sua volta dalla Giunta Regionale e oramai in fase di controdeduzione alle osservazioni, e quindi in dirittura di arrivo per l’approvazione da parte del Consiglio Regionale, l’Ente porrà la propria attenzione sul secondo strumento fondamentale rappresentato dal Piano Pluriennale Economico e Sociale.

Nel corso del 2004 sarà data materiale attuazione al Distretto culturale dell’Habitat Rupestre, in collaborazione con la Fondazione Zètema e al Bilancio Sociale, uno strumento attraverso il quale sarà possibile verificare e misurare il grado di accordo con i proprietari, con coloro cioè che devono mettere materialmente in atto gran parte delle decisioni del Parco. Con questi soggetti è stato aperto un dialogo che non dovrà mai essere chiuso. Questo dialogo vedrà protagonisti anche altri attori, quelli che vengono definiti interlocutori di riferimento.
E’ nei loro confronti l’Ente adotterà, oltre al classico ed obbligatorio bilancio economico, un bilancio sociale. Questo dovrà essere lo strumento che evidenzierà l’impatto sociale che l’Ente parco produrrà sulla collettività di riferimento e su alcuni gruppi sociali in particolare. Rappresenterà lo strumento di gestione della fiducia dei vari interlocutori di riferimento (istituzioni, associazioni ambientaliste, forze economiche, forze sociali, proprietari, cittadini, ecc.) e darà conto del perseguimento degli obiettivi e delle azioni compiute in coerenza con la missione affidata al Parco dalla legge regionale; quindi affiancherà e completerà il bilancio economico.

Tra gli interventi per la tutela è già stato citato il rapporto convenzionale con associazioni di volontariato e ambientaliste, il CFS e l’istituzione del Corpo delle Guardie del Parco, le cui attività ovviamente proseguiranno e, se possibile, saranno implementate, anche nel 2004.

Per fare in modo che la cura, la tutela, la protezione non siano fattori astratti, una parte importante sarà costituita dal Sistema di Gestione Ambientale preceduto da un Documento di Analisi Ambientale che condurrà alla Certificazione Ambientale ISO ed EMAS del Parco. In tale ambito saranno individuati opportuni indicatori di conservazione, criteri oggettivi di valutazione, leggibili da chiunque, per misurare il lavoro che l’Ente Parco farà e, forse la cosa più importante, per misurare il grado di civiltà raggiunto dalla nostra popolazione.
In autofinanziamento verrà effettuata la rinaturalizzazione della Cava di Flace nei pressi della chiesa rupestre della Madonna delle Vergini.

L’Ente darà il suo contributo al Comune di Matera per la realizzazione del Museo Demoantropologico, un Parco a tema che rappresenta, utilizzando tecnologie multimediali e tridimensionali, la formazione geologica dell’area del parco e dei Sassi di Matera, l’avvento dell’uomo nel paleolitico, le varie fasi storiche fino ai nostri giorni. L’idea progetto è contenuta nel secondo programma biennale della legge 771/86 da attuarsi nell’area che va dall’Idris a Malve, a Casalnuovo nei Sassi di Matera in stretto rapporto con il prospiciente altopiano murgico.

Tra le attività di valorizzazione, nel 2004 l’Ente prevede di proseguire, in collaborazione con la Curia Arcivescovile, il recupero di alcune feste tradizionali quali quella della Madonna di Picciano, la Madonna delle Vergini, la Madonna dell’Aiuto, Cristo alla Selva, Cristo alla Gravinella e Madonna della Murgia.

Nell’ambito della tutela, poi, sarà svolto un monitoraggio in collaborazione con l’ARPAB delle acque delle Gravine, per verificarne il grado di inquinamento e, di conseguenza, sollecitare gli enti competenti ad una maggiore attenzione riguardo agli scarichi nei corsi d’acqua.

La Banca dati (flora e fauna, beni storici ed architettonici, turistico - culturale) fin qui elaborata, le Cartografie e le altre informazioni scientifiche, culturali turistiche e di ogni altro genere in possesso del Parco saranno inserite nel "Sistema informativo territoriale (SIT)", che nel corso del 2004 sarà completato e messo in rete sul sito internet istituzionale del Parco www.parcomurgia.it appositamente ristrutturato e migliorato; esso rappresenterà un ulteriore strumento di conoscenza e indagine in continua evoluzione.

In occasione della prossima primavera sarà allestita la Segnaletica del Parco: stradale, di ingresso al Parco, nei Centri Visita, informativa, nei pressi dei beni culturali.Nel corso dell’anno 2004 dovrà prendere corpo la rete infrastrutturale individuata dal Piano per la fruizione da parte dei visitatori dell’area protetta. Saranno attrezzati i due Centri Visita principali: Santa Lucia Vecchia nei Sassi di Matera e l’Abbazia di San Michele Arcangelo a Montescaglioso, attraverso altrettanti protocolli d’intesa con le amministrazioni comunali. Tanto per fare in modo che già dalla prossima primavera i due centri possano essere funzionanti. Dovrà proseguire, inoltre, l’attività di infrastrutturazione interna al Parco attraverso i lavori di attivazione dei Centri di Parco dei Monaci e del Villaggio Pianelle. Tali centri potranno essere gestiti attraverso i Centri di Educazione Ambientale presenti sul territorio e con specifici accordi con le associazioni ambientaliste. All’interno di queste strutture sarà distribuito materiale promozionale, saranno organizzate visite guidate, e funzioneranno i Centri di Educazione Ambientale della Rete INFEA della Regione Basilicata. Notevole sarà lo sforzo dell’Ente in termini di risorse economiche e umane per assicurare una adeguata apertura ed una corretta funzionalità.

Tra i materiali da distribuire all’interno dei Centri vi saranno altri volumi della "Collana Parcomurgia", monografie relative ai vari temi oggetto di valorizzazione dell’area protetta. Il 2004 sarà l’anno del testo "L’Edilizia Rurale del Parco", una monografia curata da Mario Tommaselli che fotograferà e narrerà la storia di jazzi, casini, masserie e villini dell’area del Parco, di una pubblicazione sulla cave di tufo, curata da Franco Di Pede e, per il recupero delle tradizioni, di una "Guida alla cucina tipica e tradizionale" curata da Franco Martina.

Per una migliore fruizione delle aree, inoltre, dopo il Corso di Specializzazione riservato alle Guide Escursionistiche già autorizzate dalla Provincia di Matera, ed all’apposito Corso di Formazione per Guide del Parco ai sensi delle leggi vigenti, sarà promossa una Associazione delle Guide del Parco ed una Associazione degli Amici del Parco.

Il Parcomurgia Festival vivrà la sua quarta edizione, ulteriormente rinnovata e migliorata rispetto alle precedenti perché la conoscenza dei luoghi e più in generale l’educazione, per il ruolo che essa ha all’interno del Bilancio Sociale, è fondamentale per l’affermazione e la diffusione di una cultura del rispetto dell’ambiente e per la salvaguardia delle biodiversità. Nell’ambito del Festival 2004 sarà portato a termine il concorso per tesi di laurea denominato "Il Parco Premia".

Nell’ambito del Protocollo d’intesa stipulato con l’Alsia, verrà proseguito il progetto pilota per la valorizzazione delle risorse agricole e zootecniche. Dopo la produzione, l’imbottigliamento e la commercializzazione di olio biologico certificato denominato "Selva Venusio" e la produzione del vino "Tempa Rossa", il Paniere di prodotti del Parco si riempirà con i prodotti da carne e da latte, e la realizzazione di campi dimostrativi biologici presso Masseria Radogna per il recupero di alcune produzioni tipiche della zona (mandorlo ecc.), oltre alla valorizzazione delle erbe officinali.
Per promuovere le produzioni biologiche nel Parco, l’Ente proporrà agli imprenditori agricoli e zootecnici il progetto "Tutte Produzioni Biologiche", attraverso il quale saranno proposte agevolazioni per la certificazione delle produzioni. Al fine di promuovere attività ed iniziative imprenditoriali ecocompatibili, l’Ente renderà operativa "Parcomurgia srl", una società di scopo con l’apporto dei privati proprietari di beni all’interno delle aree del parco con l’obiettivo di:
1) promuovere "Parcomurgia", il Marchio del Parco;
2) valorizzare e commercializzare prodotti agricoli e zootecnici tipici e biologici;
3) mettere in rete le aziende agrituristiche nel Parco attraverso l’attribuzione di "spighe della qualità";
4) ottenere la disponibilità dei beni culturali, da recuperarsi a cura del Parco;
5) fare attività di merchandising.

Una convenzione con l’Università degli Studi di Bari consentirà al Parco di studiare e censire le specie di insetti presenti nel territorio del Parco. E’ questo un aspetto ritenuto, a torto, fino a questo momento secondario, ma che può rivestire una importanza enorme dal punto di vista dello studio della biodiversità animale e quale indicatore dello stato di conservazione dell’habitat.

Nel corso dell’anno verrà messo a punto un Piano per la delocalizzazione delle attività incongrue ed un Piano per il pascolo, che terrà conto del divieto di pascolo nelle aree percorse da incendio.

Il compito dell’Ente non si ferma ai confini geografici del Parco. Va oltre.
Ciò è stato dimostrato proprio nel corso del 2003 attraverso la grande determinazione del Parco nel dire no all’ipotesi di individuazione del deposito nazionale di scorie radioattive nel Parco dell’Alta Murgia prima e a Scanzano Jonico poi; attraverso la presa di posizione contro il bando del Ministero dei Beni Culturali che espropria la titolarità della gestione del sito Unesco dal Comune di Matera e contro il nuovo condono edilizio.
L’Ente Parco già nel 2001 aveva assunto il compito di fare in modo che partendo dal Parco delle Chiese Rupestri, venisse istituito un sistema dei parchi lucani, che comprendendo anche quello di Gallipoli Cognato ed il Pollino mirasse a mettere in rete le esperienze maturate nella gestione dei territori e, soprattutto, si collegasse in modo perenne con la rete nazionale ed internazionale delle aree protette per creare quel valore aggiunto in termini di capacità di tutela e valorizzazione delle aree lucane stesse.

In questa logica si colloca anche l’azione dell’Ente per fare in modo che venga rivista la perimetrazione del Parco. Riteniamo che vadano salvaguardati anche i territori ad Est del Parco lungo la Statale 7 - tra Torre Spagnola ed il villaggio Venusio -, ed a Nord-Ovest per l’inclusione dei territori lungo la Gravina di Picciano, fino al Bradano ed all’Oasi di San Giuliano ed al bosco della Manferrara, comprendente i territori dei Comuni di Grottole, Miglionico e Pomarico. Riteniamo che queste aree siano un vera e propria emergenza dal punto di vista paesaggistico, ambientale e naturalistico e che quindi vadano assoggettate ad un regime normativo più adeguato alla loro grande sensibilità.

Considerando fondamentale l’affermazione dei valori di cui il Parco è portatore, tali valori devono essere trasmessi attraverso la formazione di una nuova classe dirigente. Le giovani generazioni costituiscono il futuro del pianeta; su esse deve concentrarsi il nostro investimento. Per queste ragioni si ritiene importante il ruolo che può svolgere anche l’Università di Basilicata che, utilizzando le "palestre naturali" quali sono i parchi lucani ed in particolare il Parco della Murgia Materana, può rafforzare il Polo universitario di Matera attraverso la istituzione del Corso di laurea in Scienze Naturali, ed attraverso l’adesione al Consorzio Universitario Materano (CUM).

L’azione politica dell’Ente, poi, dovrà avere anche una valenza esterna al territorio della regione Basilicata.
Da più di trent’anni si discute e si afferma che la città di Matera, intesa come capoluogo di provincia, debba svolgere un ruolo leader oltre che nei confronti delle aree interne, anche del territorio pugliese ad essa più vicino ed affine da un punto di vista geografico, morfologico, culturale. In questo senso è da intendersi l’attività di promozione del Distretto dell’Habitat Rupestre.
 
     
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